Lettera del Dirigente Scolastico alle famiglie

Ferrara, 16 dicembre 2015

Gentili Genitori, già alla fine dello scorso anno mi sono permesso di inviarvi una lettera dove, in forma ironica e volutamente semiseria, ho provato a stigmatizzare abbigliamenti e tendenze, persuaso che frequentare un luogo con una evidente connotazione educativa dovesse comportare anche un rispetto formale per questo luogo e che il look avesse una sua connotazione.

Oggi, molto più seriamente, faccio appello a Voi, e non ai vostri figli, più condizionati dalle mode e più coinvolti nella "somiglianza generazionale" che li vede, come vedeva noi, omologati ad un trend, qualunque esso sia, per contrastare un fenomeno che sta veramente assumendo contorni difficilmente giustificabili.

Mi riferisco alla "moda" dei pantaloni laceri. Si è passati da tagli e scuciture a lacerazioni e sbrindellature di tali dimensioni che viene da chiedersi se siano reduci da un disastro aereo o da un incontro ravvicinato con una bestia feroce. Le dimensioni degli "sbreghi" (termine dialettale molto efficace) sono in costante aumento, così come l'orientamento, che da orizzontale, generalmente sul ginocchio, è diventato verticale, coinvolgendo gran parte della gamba.

Come ho già detto in passato, questa mia avversione per un look che non possiamo più definire semplicemente trasandato ma che facílmente diventa indice di sciatteria, di trascuratezza, di mancanza di senso del sé, in nome di un fenomeno effimero e di costume, non discende da una personale contrarietà ma dalla precisa convinzione che la Scuola è un luogo investito di una propria dignità e che quindi prevede un adeguato decoro.

Avete scelto per i vostri figli questo Liceo anche per il suo rigore nel pretendere comportamenti adeguati a dei giovani che rappresenteranno la classe dirigente di domani, gli interpreti della società civile, i protagonisti delle professioni intellettuali, delle arti, della cultura.

Non potete consentire loro di venire a Scuola, luogo di formazione di crescita, abbigliati come accattoni o spaventapasseri, con pantaloni che fino ad un paio di anni fa vi sareste rifiutati di conferire ai cassonetti della Caritas, tanto sono laceri.

Non posso e non voglío fare appello ai ragazzi, ma a Voi sì! Ricordo tempi in cui i giovani andavano in discoteca con il cambio d'abito ma a Scuola ci si andava con un minimo di decoro. Non chiedo cravatte e tailleur ma abiti "normali", senza rotule sporgenti o pantaloni squarciati.

Basterebbe che la maggior parte di Voi (pretendere l'unanimità sarebbe utopico) esercitasse il legittimo diritto di vietare tale pratica per ridimensionare il fenomeno, oggi decisamente fuori controllo.

Credetemi, mi fa veramente male vedere i nostri ragazzi, abili, capaci, intelligenti, girare per la Scuola laceri e sbrindellati perché è d¡ moda. ll nostro mestiere è promuovere, sostenere, far crescere, fornire strumenti e consapevolezze. E qui ne vedo ben poche.

Per questo faccio appello a Voi, al di fuori degli schemi e paradigmi adolescenziali, capaci di esercitare la funzione educativa che non s¡ limita a mandarli a Scuola, a vestirli (in questo caso di stracci, anche se firmati e costos¡) e mantenerli ma di offrire loro, assieme a noi, modelli e st¡li di vita, valori e concetti, regole e principi.

Forse l'abito non farà il monaco, ma noi siamo anche come ci presentiamo e rapportiamo con le persone e con i contesti. E gli stracci restano stracci.

Gentili Genitori, per fugare ogni eventuale riserva che questa mia nota sia in qualche modo interpretata non come una richiesta di collaborazione e sostegno all'azione educativa ma come una "ramanzina", oltre a porgervi i più cordiali saluti, voglio formulavi i più sentiti e sinceri auguri per le prossime festività natalizie e per un 2016 sereno e proficuo.

Il Dirigente Scolastico

Dott. Donato Selleri


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